Dopo un lungo ed estenuante parto, è venuto alla luce "Il primo angelo", per la gioia di papà Paolo.
Un ringraziamento all'editore, che, con il suo catalogo di oltre 500 titoli,
che offrono punti di vista alternativi
rispetto a temi quali la saggezza, la
spiritualità, la conoscenza, ha costituito senza dubbio la migliore scelta per la sua gestazione.
Un giovane esorcista spagnolo viene coinvolto in una vicenda di spionaggio internazionale: i servizi segreti sono sulle tracce di una donna americana sospettata di essere una strega e di detenere particolari segreti esoterici. Grande è la sorpresa del giovane quando la donna si reca proprio da lui per chiedere aiuto. Scettico, cercherà di aiutarla a venire a capo del mistero. Ma ancora più grande sarà la sua sorpresa nello scoprire che a muovere le fila, come un gran burattinaio, si cela proprio lui, Satana, il biblico principe dell’Inferno.
Prefazione dell’autore
Nel precedente romanzo, L’attenuante 666, avevo immaginato un surreale processo contro il principe degli Inferi, il Diavolo biblico; un processo nel quale, con tutte le garanzie del caso, veniva permesso a Lucifero di raccontare per la prima volta la sua versione dei fatti, mostrando un altro lato della verità.
Avendo convissuto a lungo con un personaggio così particolare, mi dispiaceva separarmene; e già prima di ultimare il libro avevo pensato ad un possibile seguito. L’intenzione era di recuperare materiale escluso ed argomentazioni teologiche per approfondire alcuni aspetti rimasti sullo sfondo, quali la singolare storia d’amore tra il Diavolo e la sua ‘strega’, la giornalista che scopriva di essere la rencarnazione di una donna bruciata al rogo secoli prima.
Avevo già elaborato la struttura della nuova trama, narrativamente indipendente dalla prima, ma con la presenza di alcuni suoi personaggi (papa Teomondo, padre Cimor, il professor von Hugh, ed un breve cameo per l’avvocato Valance), quando una sera, mentre rincasavo, un’idea improvvisa e completamente diversa diede una nuova direzione alla storia. Qualcosa legato ai ricordi del Diavolo, alle sue origini, alle sue gesta primordiali: l’ipotesi destinata a diventare il cuore di questo romanzo.
Mi immersi così nello studio dell’esoterismo e delle eresie antiche alla ricerca di elementi che potessero suffragare questa idea e, senza volerlo, con una inquietante coerenza, i frammenti presero a mettersi insieme in un disegno unitario. Mi accorsi che con questa visione era possibile unificare testi canonici e testi apocrifi, egittologia e templarismo, in un unico mito; che, lungi dall’essere solo frutto di una fantasia, l’idea poteva realmente costituire il segreto delle religioni antiche.
Fu con stupore che trovai importanti indizi in alcune sette mediorientali e perfino nei testi canonici. Mi resi conto che avevo costruito, o scoperto, una teologia “alternativa”, una nuova lettura delle gesta dell’angelo Lucifero e della lotta tra il Bene e il Male.
La dottrina che emerge in questo romanzo è frutto, quindi, di una appassionante e “reale” ricerca delle origini delle religioni che, come in un sorprendente “giallo teologico”, condurrà il lettore verso un imprevedibile, ma coerente, disegno finale.
Non posso che ringraziare quanti hanno contribuito ed incoraggiato il mio lavoro, oltre ovviamente i personaggi del Cielo e dell’Inferno, involontari protagonisti dei sogni umani.