E' possibile scrivere un libro "collettivo"? Col contributo di altri autori? E pubblicarlo via via su internet fino al suo completamento?
Si tratta di un esperimento, probabilmente unico nel suo genere, che vale la pena tentare. "Scrittura collaborativa" è una sezione che prova per la prima volta a mettere in rete lavori inediti, condividendoli con i naviganti e chiedendo a chinque di perfezionarli, di integrarli, di completarli. i tratta di una scrittura che potremmo definire, alle fine, "collegiale".
Come funziona?
Chiunque può visionare al paragrafo successivoc le opere attualmente disponibili. Si tratta di opere ancora in fase di lavorazione, in particolare "Celso" e "Punto di equilibrio", che sono appena agli inizi e suscettibili di elaborazioni, invenzioni e riscritture.
Una volta che il visitatore si interessa ad una storia, può decidere di intervenire segnalando i propri dati alla sezione dei Contatti, in alto, e poi inviando il materiale, le correzioni i commenti o scrivendone alcune parti. I contributi saranno pubblicati subito, con i dati dell'autore e saranno a loro volta oggetto di possibile intervento da parte di altri.
Al termine del lavoro, quando il libro sarà definitivo, si cercherà di pubblicarlo, ed in tale sede verrà indicato Paolo Dune con i nomi degli autori che hanno contribuito alla sua realizzazione. Considederata l'originalità dell'iniziativa, si confida di ottenere una buona visibilità.
Per adesso, quindi, buon lavoro a tutti gli scrittori "on line".
P.D.
Celso - possibile incipit - di Paolo Dune
Le ombre del vespro scivolano tra i colli della Città Eterna mentre le strade cominciavano a brillare dei fuochi. L’aula del Senato, in cima al Campidoglio, nella curia Iulia, era vuota. Solo una tenue luminosità si diffondeva dai bracieri ancora accesi ai lati dell’emiciclo. Sotto la tribuna, l’ara decorata con pietre preziose rifletteva sui colonnati piccoli bagliori come beccheggi di mare. Di fronte nell’oscurità, l’altare della Vittoria, uno dei simboli più venerati del culto di Stato, dinanzi al quale i senatori giuravano fedeltà alle leggi ed all’imperatore, sembrava assopita. Quando la porta laterale si aprì, i passi incerti dell’uomo strisciarono sul marmo color ambra fino a raggiungere la base del monumento. Qui, il senatore si accasciò ai suoi piedi. La ferita che gli aveva lacerato il fianco faceva stillare sangue vermiglio. «Rendo a te la mia anima…» sussurrò alla dea, mentre sentiva le forze venirgli meno. Pregò che gli dei lo accompagnassero celermente nei Campi Elisi, finché i bracieri si oscurarono e la sua anima si spense nel buio.
Celso - introduzione protagonista - di Paolo Dune
Accompagnata da una grigia nube di polvere, l’auriga guidata dal pretoriano si arrestò nello spiazzo d’ingresso dell’edificio, sulle pendici dell’Esquilino. Ne scesero due uomini, con divise ed armi militari. Vedendo il simbolo imperiale, il guardiano delle terme andò subito loro incontro. «Mi dispiace, ma le terme sono chiuse adesso…» «Cerchiamo qualcuno» disse il prefetto Motileno, un uomo dalla faccia ruvida come il suo carattere, «qualcuno che viene spesso qui dopo le lezioni. Un maestro di filosofia» aggiunse a denti stretti, quasi masticasse una parola a lui estranea. «Il maestro?» si sorprese quello. «Oh, sì certo, ho capito, è venuto anche oggi.» «Se è qui, conducimi da lui.»
Celso - l'incontro con l'imperatore - di Paolo Dune
[...] Adesso, mentre procedeva attraverso i Fori Imperiali scortato dai due pretoriani, osservava l'Anfiteatro Flavio illuminato da fiaccole, il monumento di centinaia di archi sovrapposti, le nicchie in alto con le statue degli imperatori che l’adornavano e gli stendardi che sventolavano alla brezza notturna, eterno simbolo della potenza di Roma. Finché giunsero in vista del Campidoglio, la collina da cui si amministrava il mondo. La residenza dell’Imperatore era una villa ai piedi del Campidoglio, collegata a questo da un viale perennemente sorvegliato dalle milizie del Pretorio. Il carro imboccò il viale per poi prendere a destra, verso la collina. «L’Imperatore è ancora in Campidoglio?» domandò Celso. «Si è svolta una riunione coi membri del Senato» rispose la guardia. Si fermò nel piazzale davanti alla statua equestre, eretta solo pochi mesi prima in onore dell'imperatore.
Commento: Da quasi venti secoli il personaggio di Celso rimane avvolto nel mistero. Definito il “Voltaire del II secolo”, Celso è stato un grande sostenitore della cultura classica, in un’epoca in cui erano sempre più frequenti i tentativi di infiltrazione di nuove culture religiose, tra cui quella cristiana. Razionalista, pragmatico, di lui ci sono giunti solo pochi frammenti, brani di un’opera con cui, con stile ironico, confutava i dogmi del Cristianesimo. Per ironia della sorte, è proprio grazie ad uno dei padri della Chiesa, Origene, che tale opera è giunta fino a noi. L’originale dell’opera è andato distrutto, probabilmente dallo zelo dei cristiani, ma la confutazione che ne fece Origene, citando quasi integralmente la fonte, ha consentito di recuperare e ricostruire la sua opera. Dai pochi frammenti, si presume che Celso sia vissuto verso la fine del II secolo, a Roma, che sia stato in buoni rapporti con l’Imperatore, probabilmente Marco Aurelio, ma la sua vita e la sua storia sono avvolte nel mistero. Il romanzo cerca di far rivivere, con una vicenda di fantasia, ma strettamente legata al contesto dell’epoca, la storia e spirito di quest’autore, il più grande anticristiano dell’epoca classico, il primo illuminista.
Trama: Celso viene incaricato dal'imperatore Marco Aurelio di fare luce su una vicenda che coinvolge i cristiani, sospettati di una cospirazione contro Roma. Celso scoprirà che in realtà la cospirazione è molto più interna e coinvolge personalità di alto profilo dell'impero. Giungendo ad Alessandria, conoscerà Tolomeo e Valentino, personaggi storici dell'epoca coinvolti nella vicenda, e conoscerà la vera origine del cristianesimo, legata ai culti astrologici dell'antico Egitto. Ma quando porterà le sue scoperte a Roma, Marco Aurelio non ci sarà più. Morto in Germania, è stato sostituito dal figlio Commodo.
E' la fine per l'indagine di Celso. Commodo, che era stato suo discepolo, mal lo sopporta. Inoltre Commodo è accompagnato da una concubina cristiana, Marcia, che Celso conosce bene. E' la donna che ha amato in gioventù, che fuggì per evitare le prime persecuzioni cristiane, rinunciando al suo amore. Commodo, preoccupato di non pregiudicare il culto di Mitra, molto affine al Cristianesimo, distruggerà la relazione di Celso e, geloso del suo rapporto con Marcia, lo trarrà in arresto. Ma i discepoli del maestro riusciranno a farlo fuggire ed a consentirgli, in un ultimo confronto con l'imperatore, davanti al popolo di Roma, di raccontare la sua verità.