“Il pendolo di Focault” di Umberto Eco

Tra gli anni settanta e la fine del secolo scorso, un gruppo di giovani intellettuali si trova coinvolto in una strana indagine sul mistero dell’ordine dei Templari, l’ordine cavalleresco medioevale che fu accusato di eresia e distrutto dal re di Francia.
Secondo la teoria di un ambiguo personaggio, l’ordine dei Templari era in realtà troppo potente per essere eliminato. Comprendendo di trovarsi di fronte all’ostilità della Chiesa e della monarchia, i Templari, in realtà, si sacrificarono: confessarono false colpe accettando il martirio, e inscenarono una finta disfatta per consentire ad una parte di essi di sopravvivere passando alla clandestinità… Da tali templari sarebbe poi nata la massoneria.

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Ma i templari elaborarono anche un misterioso e sofisticato Piano per risorgere e riprendere il potere, un Piano millenario che consentiva nella trasmissione di particolari conoscenze finalizzate alla conquista del potere temporale. Purtroppo qualcosa era andato storto nell’attuazione del Piano nel corso dei secoli e la trasmissione delle conoscenze si era interrotta o in parte dispersa.
I giovani intellettuali coinvolti in questa ricerca, ignari dei pericoli che una simile attività può celare, si appassionano alla fantasiosa ricostruzione e continuano ad elaborarla individuando altri particolari e possibili connessioni. Tutta la storia dell’umanità potrebbe essersi fondata sulla ricerca di queste conoscenze segrete, tutte le guerre, tutte i conflitti, tutte le strategie politiche dell’Europa, altro non sembrano state che tentativi di scoprire il segreto dei Templari…
Ma se i giovani lo prendono come un gioco, qualcuno invece si interessa seriamente alla loro attività. Alcuni membri di una organizzazione segreta, forse legata alla massoneria, vengono a conoscenza di tale ricostruzione e, ritenendola autentica, non esitano a ricattare i giovani, a rapirli e ucciderli pur di ottenere una confessione… Nulla può fermare il fanatismo, conclude l’autore.
Sebbene il romanzo di Eco costituisca un summa della storia occidentale, la vicenda soffre purtroppo una notevole discontinuità di narrazione, essendo ambientata in un arco di anni troppo vasto, e inutilmente dispersivo. La trama risulta inoltre spesso debole rispetto all’aspetto storico-saggistico, che occupa la parte più consistente del libro. Il protagonista (di cui curiosamente l’autore non rende mai noto il nome, ma solo il cognome) assisterà, nel gran finale, alla esecuzione del suo amico Jacopo Belbo, di notte nel museo di Parigi, impiccato proprio al Pendolo di Foucault, ma non riuscirà a far nulla per evitarlo (forse bastava avvisare la polizia…). Belbo, al quale viene dedicato uno spazio probabilmente eccessivo nel libro, risulta invece un personaggio contraddittorio, arguto da un lato, ma anche timido e introverso, che solo nel finale, di fronte alla morte, si riscatterà con una brillante battuta.
Ma se la trama del libro appare esile, l’aspetto dottrinario dell’opera risulta invece superlativo. Eco mette insieme tutte le principali vicende storiche degli ultimi duemila anni in un unico disegno, in un unico immenso progetto, dimostrando come sia sempre possibile trovare chiavi nascoste dietro a fatti apparentemente semplici e insignificanti. Ed ecco che la storia della massoneria, divisa al suo interno in tante piccole sette, diventa la storia dell’ordine dei Templari che cerca di riunirsi. E attraverso di esso, l’intera umanità cerca di ritrovare le radici perdute e le ragioni ultime della sua esistenza.
È un’opera quindi che va giudicata, e senza dubbio positivamente, per l’immensa erudizione dell’autore, che riesce a trasformare la storia dell’umanità in un sofisticato e affascinante romanzo
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