La meccanica dei miracoli/2
Di seguito la seconda parte della conferenza del professor Cole Miràk al convegno dei miracolisti statunitensi.
Cari colleghi, esimi scienziati e teologi, belle figliole in fondo.
Un altro miracolo che ha attirato le attenzioni della scienza è quello della vista ridata al cieco. Come poté accadere? Il Vangelo di Giovanni precisa che Gesù sputò per terra, fece una poltiglia di fango e la pose sugli occhi del cieco, che riacquistò subito la vista. Non è chiaro perché non abbia sputato direttamente negli occhi del cieco. I fanghi della Palestina dovevano avere proprietà terapeutiche. Per secoli i medici hanno cercato di riprodurre la composizione di quella poltiglia per realizzare un collirio, ed anche oggi tanti pellegrini vanno a farsi sputare negli occhi in Terra Santa. Ma l’attuale chirurgia medica, oltre all’invenzione delle lenti a contatto, ha reso meno interessante questo prodigio.
Mormorii di apprezzamento da parte del pubblico.
Parlando dei miracoli non si può trascurare il miracolo per eccellenza: la risurrezione di Lazzaro. Chi era questo Lazzaro? Sappiamo che aveva due sorelle, Marta e Maria, di cui una probabilmente prostituta, per cui non è escluso che gestisse un bordello a conduzione familiare. Ma di cosa era morto? Non abbiamo la sua cartella clinica, nè notizie circa una sua autopsia, per cui è difficile valutare le dimensioni del miracolo: infatti più grave è la patologia, più grande è il miracolo (secondo postulato miracolistico). E certe fattispecie, come la morte per decapitazione o smembramento, o l’arrostimento al rogo, rendono la risurrezione tecnicamente molto ardua, se non addiritutta impossibile, per la perdita della materia prima. L’integrità del corpo è uno dei presupposti per una corretta risurrezione.
In ogni caso, Lazzaro defunge e, verosimilmente, dato che era amico di Gesù, finisce in Paradiso. Poi però Gesù decide di farlo tornare in terra. Sono passati tre giorni. Lazzaro era in Paradiso a sorseggiare un caffè su una nuvola, e ad un tratto la sua anima diventa pesante e comincia a cadere. Si ritrova così nel suo corpo in avanzato stato di decomposizione, in un umido sepolcro imbiancato. La sua prima reazione fisica fu sicuramente di vomitare.
Come ha fatto il suo corpo a riacquistare le funzioni vitali? Ci sono varie scuole di pensiero in proposito. Alcuni eminenti biblisti ipotizzano che Gesù avesse fatto danzare una valletta seminuda davanti alla sua tomba per tutto il giorno, altri che avesse utilizzato del peperoncino per risvegliare i suoi sensi. Sebbene interessanti da un punto di vista spirituale, queste teorie non trovano riscontri clinici. Sicuramente il primo organo a riattivarsi è stato il cuore, che con un primo battito ha rimesso in circolo il sangue e ha rigenerato le cellule. Il secondo organo dovrebbe essere stato il pene, per motivi tecnici che non illustrerò. Il terzo, il cervello; anche se dopo tre giorni di morte è probabile che avesse subito lesioni permanenti. Da notare che, dopo essere risorto, Lazzaro non dice nulla. Questo dettaglio ricorda l’analogo fenomeno che si verifica nei rituali voo-doo, che fanno risorgere gli zombie. A mio avviso, al pari degli zombie, Lazzaro risuscitò solo per poche ore. La sua fu una classica “risurrezione apparente”, fenomeno conosciuto in superstizione, quando un morto si alza e cammina su invito di uno stregone, e ne approfitta per sistemare alcune cose, prima di tornare nel sepolcro.
In ogni caso, a causa di questi eventi, il medico che aveva certificato il decesso di Lazzaro fu probabilmente radiato dall’albo.
Mormorii di biasimo.
La stessa meccanica resurrezionista possiamo trovarla nella risurrezione di Gesù. Anche se qui si pone un problema di competenza: se Gesù era morto, chi lo fece risorgere? È un miracolo di difficile attribuzione.  Non ci stupisce invece che il sudario di lino in cui era avvolto si sia macchiato con l’impronta del suo corpo: risorgere è una sudata non indifferente.
Infine, dopo essere risorto, Gesù ascese al cielo sotto gli occhi dei discepoli, ossia il suo corpo prese a levitare verso l’alto, scomparendo sopra le nuvole. Dove andò a finire? I satelliti in orbita attorno alla terra ci confermano che non c’è alcun corpo galleggiante nell’atmosfera. Dunque si presentano due ipotesi:
1)    Il corpo di Gesù arrivò fino alla stratosfera, dove l’anima si staccò e continuò a levitare oltre la luna fino al Paradiso, mentre il corpo venne lasciato cadere come un pallone sgonfio.
2)    Il corpo di Gesù salì ancora più in alto e fu disintegrato dai raggi gamma del sole e, sotto forma di polvere cosmica, si disperse nello spazio.
Mi sembra più verosimile la prima, in quanto la mancanza di ossigeno alle alte quote dovette provocare un secondo decesso, che costituendo una recidiva fu sicuramente fatale.
Anche le risurrezioni, come tutto nella vita, sono a termine.
Applausi scroscianti del pubblico.
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