LecceSette

LECCESETTE (www.leccesette.it), 20 febbraio 2002

L’ATTENUANTE 666

E’ più facile odiare il diavolo che amare l’uomo. Ne è convinto Dune che nel suo libro prova a descrivere il processo infinito esistente tra Bene e Male

E se il Diavolo venisse catturato dagli uomini e processato? Sarebbe difeso non solo da uno dei più famosi penalisti d’Europa ma anche da associazioni come WWF, Amnesty International, Greenpeace e Unicef unite dal comune intento di evitargli la pena massima, la sedia elettrica.
Se il Male agli occhi dell’uomo è “il nulla, il negativo assoluto, l’eterna antitesi, senza cuore, senza anima, odiato e temuto”, d’altra parte si presenta con una forte carica carismatica: “sono la forza ribelle della natura contro l’oppressione delle istituzioni e del conformismo e la capacità di costruire un mondo razionale”.
Ecco che Bene e Male si confrontano in un processo senza tregua, una perenne antitesi cui non segue mai sintesi e il Diavolo diventa “il capro espiatorio per giustificare le paure e la malvagità dell’umanità, perché è più facile odiare il diavolo che amare l’uomo”.
Processare Satana diventa una metafora in cui il Male è il simbolo della laicità intrappolata nel sistema metafisico. Si confrontano due concetti di Male, “uno laico”, secondo il quale male è tutto ciò che danneggia l’uomo, giustificando “i conflitti, le emarginazioni, le persecuzioni dei gruppi sociali, le guerre ideologiche e i conflitti politici”, e uno religioso che considera Male “tutto ciò che offende Dio”. Di fronte a questa natura ambivalente del Male, il Diavolo si pone tra “l’incudine di Dio e il martello dell’umanità… riemerso dall’inconscio collettivo per insidiare le certezze del mondo”.
Se in una prospettiva laica l’uomo colma un divino bisogno di paternità e di solitudine, in una prospettiva religiosa si riconosce all’uomo un margine di libertà, una possibilità di scelta, quel rischio calcolato ma non voluto da Dio.
Se da una parte “la malattia, la vecchiaia, la morte sono espedienti per indurre l’uomo a non pensare e a non conoscere, per ostacolare la crescita umana”, d’altro canto “la sofferenza è necessaria perché dietro ogni male si nasconde una armonia nascosta, un bene Superiore che noi non comprendiamo”. In questa prospettiva il Diavolo potrebbe essere “un diverso, il simbolo di tutte le diversità e di tutte le antitesi”.

Quale sarà il verdetto del processo?… Al lettore il piacere di scoprirlo.

Loredana Ventura

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